giovedì 7 aprile 2011

LA CINA E' VICINA.

E' di questi giorni la notizia che a Prato, presso alcuni laboratori gestiti da imprenditori cinesi, due lavoratori hanno perso la vita per cause sospette. Pare che questi due giovani operai, un ragazzo ed un a ragazza di 29 anni, siano stati stroncati da malori provocati da alcune "sostanze dopanti" che regolarmente assumevano per riuscire a far fronte agli assurdi ritmi di lavoro.

Conosciute a tutti sono, infatti, le condizioni di sfruttamento nelle quali molti imprenditori cinesi tengono i lavoratori loro connazionali, costretti a mangiare e dormire nel solito luogo dove producono "plus valore", costretti a turni massacranti di oltre 12 ore continuative, in barba a tutte le più elementari norme di sicurezza e di igiene. 

Ciò che colpisce però è sicuramente il fatto che anche nel giovane proletariato italiano, quello delle fabbriche ma anche dei call  center e del precariato cronico, inizi a circolare l'abitudine a far ricorso a sostanze " dopanti" o stimolanti per sostenere i ritmi e i carichi di lavoro del nuovo sistema produttivo capitalista italiano ed internazionale.

Non occorre entrare troppo nello specifico, per toccare con mano la " cinesizzazione"  del nostro sistema produttivo.

Basta gettare lo sguardo ai recenti accordi di Pomigliano e Mirafiori, che tra poco saranno estesi anche a tutti gli altri settori, per trovare in questi l'aumento dei ritmi produttivi a parità di salario ( chiamati dai padroni più elegantemente "produttività") e la riduzione delle pause e dei giorni di malattia; la militarizzazione degli stabilimenti con l'abolizione delle R.S.U. e la sospensione, di fatto, dello statuto dei lavoratori e del contratto nazionale.

Insomma non c'è da stupirsi se difronte a tali sovraccarichi di lavoro e a tale immensa e disumana alienazione, qualcuno impazzisca, un altro si "dopi", altri ancora ( usanza molto diffusa ad esempio in Giappone ) si tolgano la vita.

E che cavolo!  siamo uomini non macchine....

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