mercoledì 29 dicembre 2010
venerdì 24 dicembre 2010
IL REGALO DI MARCHIONNE AGLI OPERAI DI MIRAFIORI
Il nuovo accordo sindacale siglato ieri da FIAT con i sindacati padronali, per quanto riguarda
lo stabilimento torinese di Mirafiori, segna uno dei punti più bassi della storia delle relazioni sindacali dal dopo guerra ad oggi.
lo stabilimento torinese di Mirafiori, segna uno dei punti più bassi della storia delle relazioni sindacali dal dopo guerra ad oggi.
Con un colpo di spugna, Marchionne e Confindustria cancellano via dalla lavagna della storia, oltre 40 anni di lotte operaie e conquiste sociali: dal contratto nazionale di lavoro, al diritto di sciopero e di rappresentanza, all'orario di lavoro e alla turnazione.
Il nuovo accordo separato, siglato senza la FIOM sulla falsa riga di quello di Pomigliano, prevede infatti 120 ore annue di straordinario obbligatorio, un sistema di turnazioni che può portare il dipendente a fare sei giorni di lavoro consecutivi con 10 ore per turno. C'è poi la riduzione di giorni di malattia pagati dall'azienda, che scendono da 5 a 3 e sono comunque subordinati alla produttività: a Pomigliano, per fare un esempio, non ne viene pagato più neanche uno. C'è poi la cancellazione di dieci minuti giornalieri di pausa: erano 40 minuti per 8 ore di lavoro, adesso sono 30. Per quanto riguarda la mensa, infine, a differenza di a Pomigliano dove è stata spostata a fine turno, a Mirafiori la FIAT si è dichiarata disponibile a tenerla all'interno del turno, ma è da vedere come si manifesterà questa disponibilità. I lavoratori, infine, firmeranno un contratto individuale con delle clausole con le quali di fatto vengono di fatto dissuasi a scioperare, altrimenti sono "sanzionabili".
Questo in sintesi il bellissimo regalo di Natale di Marchionne e dei padroni ai loro amati dipendenti. Ma se Berlusconi, la Marcegaglia, Sacconi e Bonanni parlano, proprio in queste ore, di "accordo storico" che influirà positivamente sulle condizioni di lavoro nello stabilimento, ci domandiamo come mai non vadano loro "stessi" in fabbrica a lavorare?
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Lotta di Classe
sabato 18 dicembre 2010
SOLIDARIETA' AGLI ARRESTATI PER LA MANIFESTAZIONE DI ROMA.
Il Partito Comunista dei Lavoratori di Empoli esprime la propria incondizionata solidarietà ai 23 arrestati durante i "rastrellamenti" polizieschi lo scorso 14 Dicembre a Roma in occasione della manifestazione contro il governo.
Al Sindaco Alemanno, il quale forse si aspettava che i fermati fossero fucilati sul posto, senza nemmeno accertare le loro posizioni attraverso un regolare processo, e che assieme al Ministro della guerra La Russa, ha speso in questi giorni parole pesanti contro i manifestanti, vogliamo ricordare che il primo cittadino di Roma, Alemanno appunto, è stato in gioventù arrestato ben tre volte:
Novembre 1981 per aggressione di uno studente di 23 anni. (Ansa, 20/11/1981),
Nel 1982 per aver lanciato una molotov contro l’ambasciata dell’Unione Sovietica a Roma, scontando poi 8 mesi di carcere a Rebibbia. (Ansa, 15/05/1988);
Il 29 maggio 1989 viene arrestato a Nettuno per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, tentato blocco di corteo ufficiale, lesione ai danni di due poliziotti, in occasione della visita del Presidente Usa George H. W. Bush (Ansa 29 e 30/05/1989).
Gli studenti, i lavoratori, i precari e i movimenti che lottano oggi per la sconfitta del governo Berlusconi e per un futuro migliore non possono e non devono accettare la morale da ex "picchiatori fascisti" ripuliti, messi in poltrona e ben stipendiati con i soldi dei cittadini.
IL GOVERNO SFIDUCIATO DALLA PIAZZA
Un governo salvato da deputati corrotti delle “opposizioni”, è stato “sfiduciato” da una grande manifestazione di massa di lavoratori e studenti a Roma.
La blindatura militare di Palazzo Chigi e delle sedi parlamentari è la vera responsabile degli scontri di piazza, che hanno visto migliaia di giovani reggere coraggiosamente l’urto della violenza poliziesca.
Il PCL rivendica pienamente la partecipazione alla manifestazione, il diritto dei manifestanti di dirigersi verso i palazzi del potere, l’autodifesa di massa di questo diritto.
La giornata di oggi dimostra una volta di più che la vera opposizione a Berlusconi non sono le opposizioni parlamentari: che hanno consentito al governo il varo della legge di stabilità ( nuovi fondi alle scuole private e alle missioni di guerra), hanno rivendicato un governo di “responsabilità nazionale” con gli stessi partiti della destra e guidato da Bankitalia ( Draghi), hanno infine regalato a Berlusconi i voti decisivi di propri parlamentari di malaffare.
La vera opposizione a Berlusconi è l’opposizione sociale e di massa nel nome delle ragioni colpite e negate da tutti i governi padronali degli ultimi vent’anni ( di centrodestra e di centrosinistra). Questa opposizione ha ora due necessità complementari. La prima è consolidare ed estendere il fronte unico di tutte le sue forze, a partire dal blocco “uniti contro la crisi”, in piena autonomia dal centrosinistra. La seconda è sviluppare una radicalizzazione dell’azione di massa contro un governo reazionario e corruttore: preparando un vero sciopero generale prolungato per spazzarlo via.
martedì 14 dicembre 2010
E' QUESTA LA DEMOCRAZIA?

Quella che è andata in scena oggi a Montecitorio è probabilmente una delle pagine più pietose degli ultimi anni. In un aula blindata, assediata all'esterno da decine di migliaia di manifestanti accorsi a Roma per chiedere le dimissioni del governo, Berlusconi acciuffa alla Camera una fiducia striminzita ma che adesso pesa come oro. Calearo, infatti, grande industriale italiano, già in quota PD ,vota la fiducia al governo, lo stesso fa Razzi dell' IDV e Polidoro esponente di FLI e patrona di CEPU.
Ma se un governo sfiduciato ormai dalla maggioranza della classe lavoratrice italiana, dagli studenti e dalla maggioranza dei cittadini, continua a prolungare la propria agonia grazie alla bieca compravendita dei Parlamentari, allora viene da chiedersi se questa è veramente la “democrazia” di cui si è usi riempirsi, in maniera bi-partisan, la bocca?
La giornata di oggi non fa che confermare l'impossibilità di cacciare Berlusconi senza mettere in discussione l'intero sistema che lo sostiene: i grandi capitali, i banchieri e gli industriali, i sindacati padronali, gli apparati statali, i partiti di opposizione parlamentare che col giochino del bipolarismo e dell'alternanza da 16 anni lo tengono a galla.
Non si mette in discussione Berlusconi senza mettere in discussione il capitalismo e il sistema democratico borghese; Non si uscirà, a maggior ragione, dalla dittatura Berlusconi-Padronato se non attraverso la prospettiva della rivoluzione sociale e di un governo dei lavoratori.
Anche se il governo Berlusconi continuerà da domani a regnare in Italia, da oggi in avanti avrà la certezza di doversi scontrare, giorno per giorno, con la vera opposizione del paese: non quella parlamentare asservita a lui a al sistema borghese, ma quella reale fatta dai lavoratori, dagli studenti, dai precari, dai disoccupati ecc...
lunedì 6 dicembre 2010
La Tv dei Lavoratori: In Evidenza
La Tv dei Lavoratori: In Evidenza: "intervento di Marco Ferrando portavoce del partito Comunista dei Lavoratori alla Convention del Popolo Viola."
SCUOLA ELEMENTARE "M.TILLI": IL SINDACO RISPONDA DELLE CARENZE IN MATERIA DI SICUREZZA ANTI-SISMICA
Una pubblica interpellanza è stata presentata al sindaco del Comune di Castelfiorentino e allagiunta sullo stato della scuola primaria 'Tilli'. A firmarla è il Partito Comunista dei Lavoratori
"Viste le condizioni di palese precarietà strutturale, la quale si evince anche da una vistosa crepa presente all'interno dell'edificio, in cui versa la scuola primaria “M. Tilli” sita in via C. Battisti 7 ;
visto che il tutto il territorio Comunale è stato, nell'anno 2006 , classificato come zona a medio rischio sismico e mancando ad oggi certificazioni riguardo alla sicurezza anti-sismica e anti-incendio della scuola in oggetto,
i cittadini di Castelfiorentino, ed in particolare i genitori degli alunni della scuola citata, per mezzo del Partito Comunista dei Lavoratori chiedono al Sindaco di codesto Comune e agli Assessori competenti in materia:
di fornire pubbliche spiegazioni, anche a mezzo stampa, riguardo alle suddette gravi e pericolose mancanze.
di attivarsi personalmente per risolvere la questione nel più breve tempo possibile, individuando i fondi necessari e facendo pressioni agli Enti provinciali e Regionali competenti in materia.
di individuare da subito un luogo idoneo conforme alla normativa vigente dove trasferire gli alunni in attesa della messa a norma dell'edificio in questione e garantire cosi il regolare svolgersi delle lezioni.
di aprire un confronto diretto e costante con i rappresentanti dei genitori degli alunni della scuola al fine di garantire la massima trasparenza e un controllo diretto dei cittadini sulle operazioni.
Tutto ciò per arrivare in tempi brevi alla messa a norma dell'edificio scolastico e garantire così la sicurezza e l'incolumità degli alunni ivi presenti".
Partito Comunista dei Lavoratori Castelfiorentino
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