martedì 17 marzo 2009

Continua la campagna di sottoscrizione delle liste elettorali del PCL

Ricodiamo a tutti i compagni, ai lavoratori e alle lavoratrici della zona che è possibile continuare a firmare le liste per le elezioni europee, provinciali e comunali di Empoli presso gli uffici URP dei comuni di:

Empoli dal lunedi al giovedi dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.00; il venerdì e il sabato solo la mattina dalle 8.30 alle 13.30.

Cerreto Guidi dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 13.00; il mercoledì anche dalle 15.30 alle 18.30

Invitiamo per tanto tutti coloro che volessero sostenerci in questa battaglia per la nostra presentazione indipendente a difesa delle ragioni e degli interessi dei lavoratori, a recarsi quanto prima nei suddetti luoghi a firmare o, in alternativa, a mettersi in contatto con la nostra e-mail pclempoli@yahoo.it.

mercoledì 11 marzo 2009

Il Partito Comunista dei Lavoratori si presenta con una candidatura indipendente alle elezioni comunali di Empoli e alle provinciali di Firenze.

Inizia oggi la campagna elettorale del PCL empolese per le prossime amministrative. Saranno presenti liste del Partito Comunista dei Lavoratori alle elezioni comunali di Empoli con la candidatura a sindaco del compagno Giacomo Cei ed alle provincia di Firenze con la candidatura a presidente del compagno Simone Faini. Inizieremo sin da subito a raccogliere le firme necessarie alla presentazione delle liste. Facciamo quindi appello a tutti i compagni, ai lavoratori e alle lavoratrici, ai giovani, ai disoccupati a sostenere il PCL in questa difficile battaglia elettorale. Depositeremo i moduli per firmare presso il comune di Empoli, quello di Cerreto Guidi, di Fucecchio, Vinci, e Limite e Capraia. Faremo inoltre, dei banchetti in tutti i quartieri e le zone della città, partendo da quello iniziale di sabato 14 marzo in piazza della vittoria dalle ore 16.00 alle 20.00 nel quale distribuiremo il nostro programma elettorale, e vi terremo costantemente informati sul luogo e l'orario dei successivi tramite il nostro sito internet www.pclempoli.blogspot.com. Abbiamo però bisogno di una mano, sia dal punto di vista economico, sia da quello della militanza, pertanto chiunque volesse aiutarci si può mettere in contatto con noi al seguente indirizzo di posta elettronica pclempoli@yahoo.it.

Il PCL si presenta all'elettorato empolese con un programma indipendente e di radicale rottura anticapitalista, per un governo dei lavoratori che riorganizzi da cima a fondo la società su basi socialiste. . I punti salienti del nostro programma sono:

Per il diritto alla casa e al lavoro

Il diritto alla casa ed al lavoro saranno le due priorità del nostro intervento. Ci batteremo per una politica volta a garantire a tutti questi due diritti fondamentali. Per la casa ci batteremo per la realizzazione di un piano di edilizia popolare pubblica, per la requisizione degli alloggi sfitti da destinare a chi ne ha più bisogno con affitti che non siano superiori al 10% del reddito familiare, per far emergere dal nero tutti gli appartamenti affittati a studenti e immigrati. L’altra priorità sarà il diritto al lavoro. Gli enti locali non dovranno ricorrere a lavoratori interinali, cooperative, contratti atipici, ma dovranno assumere tutti i propri dipendenti con contratti a tempo indeterminato. Va fatta una grande battaglia per la sicurezza sui luoghi di lavoro utilizzando anche la polizia municipale per fare controlli a tappeto in tutte le aziende (soprattutto nei cantieri edili) per garantire il rispetto delle normative sulla sicurezza.
Proporremo inoltre anche alcune campagne nazionali per:
un salario minimo inter-categoriale di 1300 euro mensili.
Per la difesa del contratto nazionale di lavoro e del diritto di sciopero in tutti i settori, anche in quello pubblico.
Per la nazionalizzazione senza indennizzo e sotto il controllo operaio delle banche e di tutte le aziende in crisi.
Per l’abolizione delle leggi di precarizzazione del lavoro, e l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari.

Per la diminuzione degli stipendi dei presidenti, dei sindaci, degli assessori e dei dirigenti

Il PCL si batterà per una drastica riduzione degli stipendi che attualmente percepiscono sindaci, presidenti di provincia, assessori e dirigenti pubblici. Gli stipendi di queste cariche amministrative devono essere pari al salario di un operaio specializzato. Per quanto riguarda manager esterni e consulenze private (un vero e proprio buco nero delle amministrazioni pubbliche) ci batteremo affinché vengano immediatamente sospese.

Per un nuovo assetto della città e per il rispetto dell’ambiente.

Punto centrale del nostro programma di riassetto del territorio è la riqualificazione dei quartieri periferici: Avane, Serravalle, Ponte a Elsa, Pozzale ecc. È inaccettabile che queste zone siano abbandonate a se stesse, e che tutti i servizi siano matematicamente ammassati verso il centro della città, facendo assomigliare sempre più i nostri quartieri popolari a banlieues sempre a rischio di degrado.
Proponiamo per ciò un nuovo piano regolatore della città che ridistribuisca le aree commerciali e i servizi di pubblica utilità ( poste, farmacie, uffici comunali, ambulatori, asili e scuole medie ed elementari) verso le periferie e i quartieri popolari. Per fare ciò è necessario ripensare anche tutta la mobilità urbana investendo su un trasporto pubblico non inquinante, gestito da un'unica azienda pubblica, la costruzione di una rete di piste ciclabili, la quale contribuisca assieme alla costruzione dei sottopassi della ferrovia nelle zone critiche periferiche ( Terrafino, Marcignana, Brusciana), allo stasamento delle vie strategiche nelle ore di punta.
Sul piano dell’ambiente, ci impegniamo infine a sostenere ed a estendere la raccolta differenziata sia per le abitazioni civili che, a maggior ragione, per le produzioni aziendali e ci dichiariamo sin da ora fermamente contrari alla costruzione di qualsiasi inceneritore sul nostro territorio.

Firma e fai firmare le liste del Partito Comunista dei Lavoratori la sinistra che non tradisce

giovedì 26 febbraio 2009

NAZIONALIZZARE LE BANCHE? SI, MA SENZA INDENNIZZI E SOTTO IL CONTROLLO POPOLARE

COMUNICATO STAMPA DI MARCO FERRANDO.
Il Pcl intende smascherare il bluff di Berlusconi attorno alle banche nel modo più semplice: aprendo una vera campagna nazionale per la nazionalizzazione delle banche e delle aziende in crisi, con una raccolta capillare di adesioni in tutta Italia tra le rappresentanze del lavoro. Nei primi giorni di marzo terremo la conferenza stampa nazionale di presentazione dell'iniziativa, già avviata, con la prima rosa di adesioni. A quelle sinistre che sotto il governo Prodi hanno votato un regalo di 10 miliardi di euro ai banchieri, chiediamo di non farsi scavalcare a "sinistra" da… Berlusconi: e di impegnarsi con noi in una battaglia comune per nazionalizzazioni vere, senza indennizzo per i grandi azionisti e sotto controllo operaio e popolare; una soluzione esattamente opposta a quella nazionalizzazione dei debiti bancari, a carico dei contribuenti, che anche Berlusconi in realtà persegue in compagnia dei governi di tutto il mondo.

martedì 10 febbraio 2009

NO VAT

Sabato 14 Febbraio, si svolgerà a Roma, con partenza da piazza della Repubblica, alle ore 14.00, la manifestazione nazionale "No-Vat", indetta dal coordinamento "Facciamo Breccia". L'obbiettivo del corteo è manifestare a favore dell'autodeterminazione e la libertà di scelta in ogni fase della vita, l'istruzione pubblica e laica e l'abolizione dell'ora di religione, un sistema sanitario pubblico e laico, uno stato sociale che risponda alle necessità reali dei diversi soggetti, i diritti e la piena cittadinanza di lesbiche, trans, gay e migranti, l'eliminazione delle leggi ideologiche dettate dal Vaticano e la cancellazione della legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita, l'abolizione del Concordato e dei privilegi derivanti ( esenzione ICI, otto per mille...).



Per ulteriori informazioni: http://www.facciamobreccia.org/



fonte: Fabrizio Cucchi, DEApress

mercoledì 4 febbraio 2009

A NORD DEL NORD

Centinaia di lavoratori britannici sono scesi in piazza in questi giorni per protestare contro l’assegnazione di un appalto ad una ditta italiana, la quale ha vinto la gara, presentando conti meno salati per la realizzazione dei lavori, sui quali pesa soprattutto il minor costo della manodopera italiana rispetto a quella inglese.
Nelle loro marce di protesta, i lavoratori inglesi hanno scandito slogan del tipo " british job, for british workers!" che assomigliano, se non coincidono addirittura, a quelli urlati dai leghisti in questi anni contro i lavoratori immigrati ed extracomunitari, prima marocchini, poi cinesi ecc. Evidentemente al Nord del nostro Nord, ne esiste un altro dove anche noi italiani, che tanto rivendichiamo il diritto di essere " padroni a casa nostra", per dirla con parole care alla Lega, siamo visti come immigrati e ladri di lavoro.
Tutta la vicenda, tuttavia, serve ad aprirci gli occhi riguardo l’attuale crisi economica e le politiche messe in campo dai governi europei per uscirne.
Da sempre, infatti, i governi, i partiti delle destre, la stampa e le televisioni, mirano a dividere i lavoratori, rovesciando, in Italia come nel mondo, le responsabilità delle crisi cicliche del capitalismo, nella xenofobia e nel razzismo. I fatti di questi giorni, non sono altro che la risultante di decenni di lavaggio delle menti dei lavoratori, ai quali i governi neo-liberisti hanno promesso per anni " panem et circenses" pagati a livello interno con il credito al consumo, e sorretti sul piano estero con lo sfruttamento imperialista di popoli del terzo mondo ( ovvero globalizzazione), e ai quali oggi, complice la crisi, gli stessi governi non sanno più garantire nemmeno i beni necessari ( lavoro, sanità e istruzione).
Le risposte che vengono dai governi borghesi di tutto l’occidente, non sono altro che la riproposizione nei giorni d’oggi delle vecchie politiche economiche, ovvero: protezionismo estero e liberismo interno. In poche parole ciò significa la rottura di tutte le convenzioni europee sul libero mercato e sulla libera circolazione delle merci ( fra queste anche la circolazione dei lavoratori in quanto considerati dal capitale come merce-lavoro), l’intervento dei capitali statali per la salvaguardia e la protezione dei grandi industriali e banchieri nazionali, affinché questi continuino a sfruttare almeno le loro masse lavoratrici nazionali.
Vi è allora una via di uscita da questa situazione?
Certo. L’unica via di uscita è l’internazionale dei lavoratori. Un organizzazione rivoluzionaria che diriga le lotte operaie contro il nemico reale, ovvero il capitalismo che ha prodotto la crisi, e smascheri ovunque i loschi piani dei governi, diretti a mettere gli operai gli uni contro gli altri, al solo fine di continuare a sfruttarli.
Citando a memoria Pavese in un celebre suo romanzo: "Soltanto i cani abbaiano e saltano addosso ai cani forestieri, e il padrone aizza un cane per interesse, per restare padrone; ma i cani, se si mettessero d’accordo e abbaiassero contro il padrone….."