mercoledì 2 maggio 2012

1 MAGGIO: SFILANO I BECCHINI DEL LAVORO.


Eccoli sfilare agghindati a festa, i becchini del lavoro, coloro che del lavoro hanno distrutto la dignità e si accingono ora a celebrarne le esequie. PD e Istituzioni in testa, gli amici dei sindacati gialli e padronali subito dietro. Non era bastato il varo delle leggi di precarizzazione del lavoro ( pacchetto Treu), ne la partecipazione a governi di unità nazionale in nome della grande finanza e dell'ex-Goldman Sachs Mario Monti, i picconatori dello stato sociale e dei diritti di chi lavora si sono spinti persino a "revisionare" l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, ovvero la norma che impedisce il licenziamento indiscriminato di un lavoratore senza giusta causa. Per spingersi ancora oltre hanno anche sfregiato il senso stesso del 1 Maggio, giornata internazionale dei lavoratori, firmando ovunque protocolli di intesa tra istituzioni locali e imprenditori per l'apertura forzata dei negozi e dei grandi centro commerciali.

Ed ecco che posano il feretro del lavoro, ucciso, mercificato, depredato della sua dignità e offerto all'altare sacrificale della borghesia e della aristocrazia finaziaria. Questi signori non possono rappresentare i lavoratori, non possono ergersi a difensori dei diritti dei lavoratori, poichè sono stati e sono tuttora complici di chi i diritti dei lavoratori gli ha distrutti.
Per noi del Partito Comunista dei Lavoratori il Primo Maggio rappresenta, più che un giorno di festa liturgica, un giorno di lotta, un momento in cui i lavoratori debbono stringersi insieme e serrare le fila nella propria battaglia contro gli sfruttatori e il capitalismo internazionale.

Il tempo delle sfilate e delle processioni mute, il tempo dei comizietti di burocrati, sindaci e governatori è finito. Solo la lotta, dura e ad oltranza, solo una ritrovata unità di azione dei lavoratori attorno ad un programma di rottura anticapitalista può mettere fine allo smantellamento dei diritti del lavoro. Solo la prospettiva di un governo dei lavoratori che spazzi via tutti i vari parassiti, che siano banchieri, politici ladri o padroni, e che riorganizzi la società su basi socialiste, rappresenta la via d'uscita dalla crisi.




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