venerdì 7 ottobre 2011

SALVARE LA SCUOLA, NON LE BANCHE!

Alla testa del corteo uno striscione con scritto «Save school not banks», che richiama lo slogan degli «indignati» di New York

Il Partito Comunista dei Lavoratori sostiene, nell'Empolese val d'Elsa e in tutto il territorio nazionale, la giusta protesta degli studenti, partecipando ai cortei con i propri giovani militanti. Nel momento del massimo attacco alla scuola pubblica, attraverso miliardi e miliardi di euro di tagli, della distruzione dello stato sociale e della cancellazione dei diritti elementari dei lavoratori in nome dei sacrifici imposti dalla BCE e dalla dittatura delle banche, la lotta dei giovani precari e degli studenti deve necessariamente saldarsi a quella dei lavoratori.

Solo una lotta generalizzata, prolungata e radicale, che metta realmente in discussione l'attuale dittatura finanziaria delle banche in favore di un governo dei lavoratori e che miri direttamente all'assedio di massa dei luoghi del potere può aprire una nuova fase di conquiste sociali.

Per queste ragioni rivendichiamo in questa giornata di lotta:

  • Una scuola e un università pubbliche, laiche e gratuite.
  • Un grande piano di ristrutturazione degli edifici scolastici.
  • L'azzeramento dei finanziamenti pubblici per le scuole private e confessionali.
  • La cancellazione unilaterale del debito pubblico. Non più un euro agli usurai.
  • La nazionalizzazione delle banche , senza indennizzo e sotto il controllo pubblico dei lavoratori.
  • Una vertenza generale e unificante del mondo del lavoro, degli studenti e dei disoccupati, per la costruzione di uno sciopero generale prolungato.
  • L'occupazione ad oltranza delle fabbriche, degli uffici, delle scuole e delle università.

Su queste basi, il movimento studentesco si deve sviluppare in piena autonomia dal vecchio centro sinistra e da quei partiti, che in passato hanno dato inizio allo smantellamento della scuola pubblica, e che oggi si candidano al governo del paese, assumendo come programma le manovre antipopolari dettate dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Centrale Europea.

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