martedì 8 marzo 2011

EX FORNACE DI GRANAIOLO: I RESPONSABILI DEL DANNO AMBIENTALE DEVONO PAGARE E PUBLIAMBIENTE DEVE ESSERE RI-PUBBLICIZZATA

Il 10 Novembre 2010, per mezzo di un comunicato stampa, denunciammo le gravi irregolarità nelle procedure di smaltimento di amianto sull'area della “ex PLP” a Granaiolo, effettuate dalla ditta Teseco per conto di Publiambente, società partecipata a capitale misto pubblico-privato e proprietaria dell'area. 

Oggi, 8 Marzo 2011 apprendiamo che l'ARPAT ( Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana ) ha finalmente appurato che ci sia stata in quella occasione una combustione illecita di “rifiuti pericolosi”. 

E' evidente che in questo caso i responsabili debbano pagare, e che i cittadini della zona debbano essere adeguatamente risarciti per il danno ricevuto. 

Tutto ciò però non è sufficiente. Per scongiurare prossimi eventuali disastri ambientali occorre che la gestione dei settori fondamentali per la nostra società ( ambiente, salute e gestione dei rifiuti in primis) siano strappate dalle grinfie delle ditte private e delle S.P.A. le quali, per loro natura e vocazione, non tutelano l'interesse primario del cittadino ma il loro proprio utile. 

Anche i Comuni, che in molti casi partecipano ai capitali di queste aziende ( è il caso di Publiambiente ), molte volte sono più attenti a vigilare sui dividendi azionari a fine anno, che sull'operato delle aziende stesse. 

Pertanto chiediamo che si creino in ogni comune dell'Empolese – val d'Elsa, dei comitati di vigilanza , formati da lavoratori e cittadini, con l'obiettivo di controllare l'operato dei Comuni e dei privati che operano nel settore dell'ambiente e che si avvii, di conseguenza, un percorso partecipato e serio per la completa ri-pubblicizzazione di Publiambiente . 

Tutto questo perché la salute di tutti vale più dei profitti di pochi. 

lunedì 7 marzo 2011

" FARE COME IN EGITTO" : IL 12 MARZO IL PCL IN PIAZZA CON QUESTA PAROLA D'ORDINE.

Il PCL parteciperà alle manifestazioni di massa antiberlusconiane previste per il 12 Marzo, in sintonia col sentimento democratico di milioni di lavoratori, di giovani, di donne. Ma non condivide l'impostazione di unità nazionale tricolore che il PD ha imposto e le sinistre, di fatto, accettato. Le ragioni sociali e democratiche delle piazze antiberlusconiane non hanno nulla da spartire con partiti clericali come la UDC e forze di destra come FLI. Né debbono essere subordinate al disegno PD di un governo Monti, patrocinato da banchieri e industriali. Porteremo in piazza una proposta opposta: “Fare in Italia come in Egitto”; unire tutte le sinistre e tutto l'associazionismo democratico in una grande marcia popolare su Palazzo Chigi, per assediare i palazzi del potere e imporre a Berlusconi le dimissioni. E' l'unica via per sgomberare il campo dal Cavaliere e aprire la prospettiva di un'alternativa vera.

sabato 5 marzo 2011

UN BUS VAL BENE UNA MESSA!

Come si apprende facilmente anche dagli organi di stampa, dai primi giorni di marzo 2011 i tagli annunciati dal governo al TPL ( trasporto pubblico locale) iniziano a tradursi in disagi reali per i cittadini e lavoratori. A fronte di totale di 221 milioni di euro di tagli, la regione Toscana si trova infatti a dover tagliare circa 31 milioni di euro , cioè in termini realistici circa il 6% delle corse totali. Di conseguenza, in ogni provincia della Toscana le aziende di trasporto hanno iniziato la “riorganizzazione” che poi altro non è che un taglio drastico delle corse spesso a danno di studenti ed operai e probabili licenziamenti di dipendenti . 

Le uniche linee che uniscono veramente bene i cittadini Toscani sono soltanto quelle della protesta, della raccolta firme e dei disagi tanto nell’entroterra Pratese ( Vernio ) come nelle città d’arte( Pisa)che nelle cittadine costiere (Piombino). Così pure la montagna pistoiese, che dopo la “riorganizzazione” della storica ferrovia Porrettana, ha fatto sentire la sua protesta con assemblee molto partecipate. 

Anche nel Circondario Empolese i tagli iniziano a creare disagi, specie nelle linee di collegamento tra Empoli e i comuni limitrofi ( Cerreto Guidi, Montelupo, Fucecchio, Vinci e Capraia e Limite ) dove le corse, a fronte di un taglio complessivo di 700.000 euro, vedono la perdita di fatto del 15% delle corse totali. 

Di fronte a questo scenario, la proposta del Governatore Rossi è quella di andare verso un gestore unico dei trasporti locali entro il 2012, ovvero verso l'accorpamento di tutte le aziende locali in una sola regionale. Vista l’obbligatorietà di indire un bando di concorso a livello europeo per la gestione del TPL, nell’ottica perversa del capitalismo, la proposta di Rossi potrà apparire anche come quasi obbligata. 

Così facendo però non si taglieranno i costi, i quali invece aumenteranno ( in termini di aumento delle tariffe e dei biglietti) , ma si abbasserà la qualità del servizio riducendo anche il numero di posti di lavoro nel settore, aumentando unicamente gli stipendi agli amministratori delegati ed i dividendi ai CdA

Se a Rossi, e alla Regione Toscana, sta davvero a cuore la mobilità dei lavoratori pendolari, degli studenti e dei cittadini, perché non taglia le spese davvero superflue e in particolare tutte le regalie alla chiesa? 

Sempre dagli organi di stampa si può apprendere infatti che mentre la regione si adopera a individuare le linee da tagliare, è riuscita invece a stanziare un fondo di oltre 2 milioni di Euro per l'assunzione di 77 nuovi addetti al conforto religioso negli ospedali, ovviamente assunti a chiamata su nomina della curia, in barba alle norme sui concorsi pubblici e alla parità tra le varie confessioni religiose e i non credenti.

Certo il recupero di questi 2 milioni di euro non basterebbe da solo per riparare al “buco” fatto dai tagli governativi, ma sicuramente ridurrebbe i disagi per i cittadini e, se combinato per esempio con il taglio, questo si dovuto, agli oneri di urbanizzazione secondaria che ogni hanno i comuni elargiscano volontariamente alle curie locali, ecco che realisticamente il sistema TPL toscano potrebbe contare su nuovi investimenti. 

Insomma è il caso di dire …. Un bus val bene una messa! 

Il Partito Comunista dei Lavoratori oltre a denunciare gli scandalosi tagli fatti dal governo a tutti i servizi, in specie ai trasporti locali, denuncia anche l'asservimento delle giunte del PD , regionali e locali, al sistema capitalistico e privatistico di gestione dei servizi pubblici che, evidentemente, gli stanno meno a cuore del consenso dei Vescovi al proprio operato.

venerdì 4 marzo 2011

UNA PROPOSTA DI AZIONE VERA!

A DIECI MILIONI DI FIRME UNA PROPOSTA DI AZIONE VERA:

Bersani vanta “10 milioni di firme” per le dimissioni di Berlusconi, nel mentre chiede loro, di fatto, di rassegnarsi a Berlusconi per altri due anni: per di più con la “speranza” per il 2013 di un possibile governo Monti, carico di nuovi sacrifici sociali. Un disastro su tutta la linea. 
Occorre fare l'opposto. Milioni di lavoratori, di giovani, di donne stanchi di un governo reazionario che si regge sulla corruzione e sulla menzogna, meritano una proposta di azione vera. “Fare come in Tunisia e in Egitto” si può. Se tutte le sinistre lavorano ad unificare in un fiume ininterrotto le piazze del lavoro, della scuola, della democrazia, è possibile portare sotto Palazzo Chigi una forza di massa capace di assediare i palazzi del potere e di imporre a Berlusconi le dimissioni. Occorre solo liberarsi dalla subordinazione al PD e ai suoi disegni confindustriali.

martedì 1 marzo 2011

LO SCANDALO DI UNA GUERRA BIPARTIZAN E DELLA IPOCRISIA CHE LA COPRE

Le nuove vittime della missione afghana, chiamano in causa uno scandalo vero di cui nessuno parla: quello di una guerra bipartizan decennale, a sostegno di un governo corrotto, combattuta unicamente per prenotarsi al banchetto della spartizione imperialista del Centro Asia. 

Altro che “guerra al terrorismo” e tutela della “pace”! Tutte le forze parlamentari che da dieci anni votano la guerra sono interamente responsabili, politicamente e moralmente, dei soldati italiani caduti: di ieri, di oggi, di domani. Così come, innanzitutto, delle migliaia di civili afghani seppelliti nei propri villaggi dalle bombe “democratiche” dell'occidente. Se il vento della rivoluzione araba giungerà in Afghanistan- e non è escluso- avrà come bersaglio legittimo non solo Karzai ma tutte le forze straniere di occupazione, incluse le truppe tricolori. 

E' ora di dire: basta lacrime ipocrite di ministri di guerra, via le truppe italiane dall'Afghanistan! La rivendicazione del ritiro immediato e incondizionato delle truppe deve entrare a pieno titolo nelle mobilitazioni contro Berlusconi per la sua cacciata, in aperta contrapposizione alle posizioni del PD. Questo sarà in ogni caso l'impegno del PCL.