Sin dalla prima comparsa sulla scena mondiale dei gas asfissianti e tossici nei primi anni del '900, l'esercito italiano ha fatto largo impiego di questi mezzi in tutte le proprie esperienze belliche e non solo. L'uso sistemico dei gas venefici viene introdotto come strategia di guerra durante la prima guerra mondiale ( 1914- 1918) nella quale i reparti italiani usavano innaffiare, per intere ore, le trincee nemiche con questi vapori per poi coraggiosamente procedere all'assalto finendo i moribondi con mazze ferrate medievali. I reparti speciali addetti a questa operazione venivano chiamati " squadre della morte", riciclate di li a qualche anno da Mussolini nelle squadre fasciste armate di manganello e di olio di ricino.
venerdì 8 luglio 2011
martedì 5 luglio 2011
lunedì 4 luglio 2011
ACCORDO INTERCONFEDERALE : UN ATTO GRAVISSIMO.
COMUNICATO STAMPA LOCALE
"L'accordo interconfederale firmato nei giorni scorsi da CGIL CISL e UIL con la confindustria è un accordo gravissimo sia sul piano prettamente sindacale che sul piano politico generale.
Sul piano sindacale, questo accordo ratifica ed estende “il modello Pomigliano - Mirafiori” a tutto il mondo del lavoro, aprendo la strada alla contrattazione aziendale separata in deroga al contratto collettivo nazionale, distruggendo la democrazia interna agli stabilimenti e azzerando il potere decisionale dei lavoratori in merito ai relativi accordi.
L' accordo, infatti, prevede a fronte di un de-potenziamento delle R.S.U. elette dai lavoratori ( rappresentanze sindacali unitarie) una riscoperta delle R.S.A. ( rappresentanze sindacali aziendali) nominate direttamente dai grandi sindacati e l'impossibilità della minoranza dei lavoratori ( siano anche il 49.9 %) di opporsi o fare ricorso agli accordi firmati in deroga.
L' accordo, infatti, prevede a fronte di un de-potenziamento delle R.S.U. elette dai lavoratori ( rappresentanze sindacali unitarie) una riscoperta delle R.S.A. ( rappresentanze sindacali aziendali) nominate direttamente dai grandi sindacati e l'impossibilità della minoranza dei lavoratori ( siano anche il 49.9 %) di opporsi o fare ricorso agli accordi firmati in deroga.
Sul piano politico, l'accordo voluto dalla Marcegaglia per far rientrare in confindustria la FIAT, è se possibile ancor più deleterio. Proprio nel momento in cui il governo si accinge a varare, con la complicità delle opposizioni, una finanziaria di quasi 50 miliardi di euro, la quale colpirà esclusivamente i redditi dei lavoratori, i consumi delle famiglie e le pensioni, la CGIL si schiera con i sindacati padronali a difesa delle politiche anti operaie varate dal governo, cercando di impedire una nuova ondata di scioperi e di proteste.
Distrutte anche le ultime strutture di democrazia sindacale, ai lavoratori non rimane adesso che la piazza come unico luogo di rappresentanza e di rivendicazione. Il PCL, come sempre, sarà al loro fianco lontano dai padroni e dalle burocrazie sindacali".
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venerdì 1 luglio 2011
IL PCL PARTECIPA AL CORTEO NO TAV
Il Partito Comunista dei lavoratori (PCL) aderisce e partecipa alla manifestazione nazionale convocata dal movimento No Tav in Val di Susa per Domenica 3 Luglio, con la presenza di Marco Ferrando, suo portavoce nazionale: in coerenza col pieno sostegno che il PCL ha sempre dato alla lotta della popolazione della valle in opposizione ai governi di centrodestra e centrosinistra, e alle loro aggressioni poliziesche.
Questa lotta ha tanto più oggi un valore emblematico generale. Nel momento in cui il governo, senza reale opposizione, vara un salasso di quasi 50 miliardi di tagli sociali per pagare i banchieri europei, il rifiuto dello spreco di 20 miliardi destinati alla mangiatoia della Tav, solleva l'esigenza di un altra organizzazione della società: che rovesci la dittatura del profitto, privilegi l'investimento pubblico nei beni comuni, rispetti la volontà del popolo, faccia pagare chi non ha mai pagato.
DENUNCIATI TRE ESPONENTI DI GIOVANE ITALIA
Denunciati dalla D.I.G.O.S. di Firenze tre esponenti del movimento “Giovane Italia” per aver diffuso notizie false o esagerate atte a turbare l’ordine pubblico, condotta prevista e punita dall’art. 656 del codice penale.
L’attività investigativa della DIGOS è scaturita a seguito di alcuni articoli di stampa apparsi il 27 giugno scorso che riportavano un comunicato diramato dal movimento “Giovane Italia”, in cui veniva denunciato un grave episodio di aggressione ai danni di un loro militante ad opera di alcuni soggetti di area politica opposta, avvenuto per strada nel pomeriggio del 21 giugno. L’aggressione, come descritto nel comunicato stampa pubblicato anche nel sito internet di CASAGGI’, avrebbe avuto caratteri particolarmente cruenti tanto da causare alla vittima “una lesione mandibolare, un trauma cranico e l’asportazione di un dente”.
L’episodio, tra l’altro non formalizzato mediante una denuncia ad uffici di Polizia, determinava degli accertamenti investigativi al termine dei quali veniva appurato che nella giornata in questione era stato visitato presso un nosocomio cittadino un giovane 22enne noto alla DIGOS quale militante di “CASAGGI’”; all’esito degli accertamenti medici venivano però escluse lesioni o patologie derivanti da traumi connessi ad un’aggressione, mentre veniva diagnosticata un semplice “dolore emimandibolare dx” causato da “ottavo superiore a dx parzialmente incluso”.
Appurata, pertanto, la infondatezza della notizia diffusa, venivano, così, deferiti all’A.G. i responsabili del movimento, rei di aver pubblicato una notizia falsa in grado di avere ripercussioni sull’ordine pubblico. Infatti, la notizia, apparsa sui siti d’area e sui social-network, ha già destato numerose reazioni di simpatizzanti, alcune delle quali dal contenuto verbale violento e con intenti vendicativi.
FONTE: polizia di stato
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