giovedì 10 novembre 2011

NON C'E' MAI FINE AL PEGGIO.


Se la notizia della disgregazione della maggioranza parlamentare del governo Berlusconi, uno dei più reazionari della storia repubblicana, ha suscitato per pochi minuti nell'opinione pubblica qualche nota di soddisfazione, la prospettiva che si delinea invece in queste ore, non può che lasciare spazio  alla più totale disperazione.

E' proprio il caso di dire che non c'è mai limite al peggio. Caduto infatti il  governo "dei nani e delle ballerine", il quale,  tra uno scandalo sessuale e l'altro,  ha concesso più di ogni altro all'offensiva padronale, cancellando lo statuto dei lavoratori, abolendo i diritti sindacali, ha smantellato definitivamente la scuola e la sanità pubblica, la grande borghesia  prepara subito l'instaurazione di un governo ancor peggiore del precedente : il governo Monti.

mercoledì 9 novembre 2011

CONTRO IL COMUNICATO DELLA FIOM NAZIONALE SULLA BOCCIATURA DELLA PIATTAFORMA FIOM DA PARTE DELLA RSU PIAGGIO DI PONTEDERA.


Il comunicato della Fiom Nazionale, regionale e provinciale sulla bocciatura della piattaforma Fiom sul rinnovo del contratto nazionale in Piaggio é lesivo della dignità del voto dei lavoratori.

Quando si dice "volantini farneticanti" e "mancanza totale di rispetto per l'assemblea nazionale dei delegati e delle delegate della Fiom a Cervia che con 506 voti a favore, 1 contrario e 7 astenuti, ha varato la piattaforma" si offende pesantemente chi è andato a votare liberamente e ha votato "no".

Si mette in discussione quella libertà stessa che la Fiom dice di voler difendere, Quella di un voto libero. Se votare liberamente "no" è mancanza totale di rispetto per un organismo Fiom, anche il più rappresentativo, significa che si grida al referendum e alla democrazia solo quando fa comodo alle maggioranze. Farneticante sarà la firma della CGIL sull'accordo del 28 giugno che apre alle deroghe sugli orari e chiama a un voto che non serve a niente.

PC Lavoratori Coordinamento della Toscana

giovedì 3 novembre 2011

DIVIETI, CARICHE, SCHEDATURE E DELAZIONI: ECCO LE MISURE ANTICRISI DEL GOVERNO.


E' fisiologico che il governo, mentre da un lato si appresta a ratificare  la libertà di licenziamento, la svendita totale del patrimonio e dei servizi pubblici, dall'altro abbia già iniziato a varare misure antidemocratiche per reprimere il dissenso che sta montando all'interno dei ceti popolari.

Anche queste misure,  i divieti a manifestare, le cariche poliziesche, le schedature di massa e l'invito alla delazione, già sperimentate nei mesi scorsi contro i cortei operai e messe in campo oggi contro gli studenti romani, sono a tutti gli effetti misure anti-crisi.

Il punto è che la crisi capitalista è irreversibile, che gli enormi costi  di questa crisi, i capitalisti e i padroni, li  vogliono far pagare ai proletari, ma questi proletari, lavoratori e studenti,  non vogliono pagarli.

Questa è la realtà dei fatti e le cose non cambieranno neanche quando al governo ci sarà Bersani o chi per lui, i riformisti vari se ne facciano una ragione.

Dalla crisi capitalista non si esce se non abolendo il capitalismo stesso. L'unica alternativa  è il socialismo!