martedì 26 luglio 2011
lunedì 25 luglio 2011
GIORGIO NAPOLITANO: L'UOMO GIUSTO AL POSTO GIUSTO, PER BEN DUE VOLTE!
Dopo aver sentito dichiarare al Presidente della Repubblica la volontà di respingere in mare gli immigrati, proclamare un nuovo interventismo militare in Libia, e più volte richiamare le forze politiche ad una unità nazionale borghese contro i lavoratori, lo abbiamo sentito nei giorni scorsi spendere parole di ammonimento verso la magistratura.
Il benemerito presidente ha rivolto infatti un accorato appello ai giudici e ai pubblici ministeri pregandoli, per il bene del paese, di non accanirsi troppo e non indagare più di tanto sui reati della classe politica. Non sia mai che, visto il clima di esasperazione sociale, si ripiombi ai fasti della tangentopoli del 1992.
giovedì 21 luglio 2011
mercoledì 20 luglio 2011
NO ALLA RAPINA: SE NE VADANO TUTTI!
Testo del volantino nazionale anti-manovra
Una rapina di 80 miliardi contro la maggioranza della società italiana per rassicurare un pugno di banchieri strozzini e le classi dirigenti italiane ed europee: le stesse che per 30 anni si sono arricchite sulle spalle dei lavoratori. Questo è il senso della “manovra” economica varata.
Una rapina di 80 miliardi contro la maggioranza della società italiana per rassicurare un pugno di banchieri strozzini e le classi dirigenti italiane ed europee: le stesse che per 30 anni si sono arricchite sulle spalle dei lavoratori. Questo è il senso della “manovra” economica varata.
La rapina ha una firma indelebile. Sicuramente quella di Berlusconi, Bossi, Tremonti e di tutta la loro corte di faccendieri. Ma anche quella del Presidente della Repubblica Napolitano, che ha svolto il ruolo di commissario per conto di Bankitalia. Ed anche quella delle cosiddette “opposizioni” parlamentari ( Bersani, Casini, Di Pietro) che non solo non si sono “opposte”, ma hanno fornito alla macelleria antipopolare un lasciapassare decisivo e complice. Con una penosa recita di ipocrisia, agli occhi del loro stesso popolo.
La verità è che l'”unità nazionale” c'è già, al di là delle finzioni parlamentari. E' l'unità di tutti i partiti dominanti attorno al programma del capitale finanziario: ottenere garanzie di pagamento degli interessi sui titoli di Stato ( 80 miliardi di interessi annui, oggi in ulteriore crescita), grazie al taglio sistematico di pensioni, sanità, servizi pubblici, scuola, lavoro.. Il fatto che questo oggi avvenga per mano di un governo ormai minoritario nel Paese, e contro la domanda di svolta dei referendum, suona come ulteriore provocazione. Non meno della scandalosa salvaguardia, bipartisan, di tutti i privilegi istituzionali di “casta”.
ORA BASTA! E' necessaria la più ampia mobilitazione di lavoratori e di popolo per liberare l'Italia dalla dittatura degli industriali, dei banchieri, e di tutti i loro partiti e portaborse. Il capitalismo è fallito. E' ora di imporre l'unica vera alternativa: quella che mette al posto di comando le ragioni del lavoro. Quella che abolisce il debito pubblico verso le banche; nazionalizza le banche, senza indennizzo e sotto il controllo dei lavoratori; investe le immense risorse così risparmiate ( a proposito di lotta agli sprechi!) nella difesa e nella cura dei beni comuni,( lavoro, ambiente, sanità, istruzione..); libera la giovane generazione dalle leggi del precariato, restituendo a tutto il mondo del lavoro la pienezza dei diritti e la libertà dallo sfruttamento...
Fuori da questo programma anticapitalista, ogni ricambio di governo si ridurrà ad una truffa come è sempre accaduto in passato. Ed è proprio l'ennesima truffa quella che stanno preparando i capi del centrosinistra, complici di Berlusconi e dei banchieri.
Scarica, stampa e diffondi il volantino anti-manovra sul tuo posto di lavoro e nel tuo quatriere............clicca qui
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martedì 12 luglio 2011
ANNULLARE IL DEBITO PUBBLICO VERSO LE BANCHE
La profondità della crisi economica e sociale richiede una risposta anticapitalista e liberatoria.
Il governo Berlusconi-Tremonti-Milanese vara l'ennesima operazione di macelleria sociale per continuare a garantire ai banchieri strozzini il pagamento, ogni anno, di 80 miliardi di interessi. E' la politica commissionata da Bruxelles, invocata da Napolitano, condivisa da opposizioni parlamentari sempre più complici.
A questa radicalità dei poteri forti va contrapposta una soluzione egualmente radicale: annullare il debito pubblico verso le banche, nazionalizzare il sistema bancario, investire le enormi risorse così liberate nei servizi sociali, nel lavoro, nella cura dell'ambiente e della vita. E' l'unica via d'uscita da una china rovinosa e senza fondo.
Altro che continuare a sacrificare la condizione del popolo sull'altare di un pugno di banchieri! E' ora di rovesciare il tavolo della loro dittatura, per affermare una vera democrazia: che richiede, più che mai, un governo dei lavoratori.
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