martedì 7 aprile 2009

Comunicato del PCL Abruzzo sul terremoto all'Aquila e provincia


UNA TERRA SENZA PACE

lunedì 06 aprile 2009.
Dopo i tanti sussulti e terremoti metaforici, perchè riferiti agli scandali politici che hanno interessato la nostra regione nell'ultimo anno, stanotte alle 3 e 32 la nostra amata terra ha tremato davvero a causa di un sisma di forte intensità. Per tutti gli abruzzesi, ovunque residenti nella regione, è stato subito chiaro che si trattava di un evento catastrofico. Per i tanti compagni che ci chiamano da ogni parte d'Italia e che ringraziamo, diciamo che al momento non sono segnalati danni rilevanti a cose e persone nelle provincie di Pescara, Chieti e Teramo mentre, nella provincia dell'Aquila e soprattutto nel capoluogo e nelle sue vicinanze la situazione è drammatica. I nostri compagni aquilani, che con grande difficoltà siamo riusciti a contattare, ci raccontano una situazione tragica con centinaia di morti, migliaia di feriti, 50 mila sfollati e gran parte delle case e delle infrastrutture è seriamente danneggiata, quando non completamente crollate. Da settimane continuava uno “sciame” sismico che aveva creato molta apprensione nella popolazione, ma evidentemente i ripetuti allarmi non sono serviti a tenere alta la guardia, visto che i soccorsi sono scattati con ritardo e anche adesso che ormai sono trascorse molte ore dall'evento sismico, la situazione resta caotica. Noi che siamo nati e viviamo in questa meravigliosa terra e ne conosciamo la storia, sappiamo che eventi del genere sono purtroppo frequenti dalle nostre parti. Già all'inizio del secolo scorso, la Marsica e Avezzano vennero rase al suolo da un terremoto che fece più di trentamila vittime e in ogni caso, eventi sismici si sono ripetuti con una certa continuità nel corso degli anni. Per queste ragioni e in considerazioni delle severe norme antisismiche in materia di costruzioni, non riusciamo a comprendere come siano potuti crollare edifici strategici quali l'ospedale dell'Aquila (costruzione relativamente recente), lo studentato ma anche la stessa prefettura, oltre a decine di scuole, asili e altri edifici pubblici e privati. Ma il nostro stupore dura lo spazio di un momento perchè poi ci ricordiamo che, fino a poche ore fa, questa era la regione designata come sito possibile di una centrale nucleare (pensate cosa sarebbe accaduto), ma anche una regione da perforare alla ricerca del petrolio o dove impiantare un termovalorizzatore o dove ancora, fare un nuovo traforo sotto il Gran Sasso. Lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali e la totale incuria del territorio e del suo patrimonio edilizio ed artistico, è sempre stata una costante nella gestione delle classi dirigenti sia imprenditoriali che politiche. Per questo motivo, non ci sentiamo di aderire a nessun ipocrita clima di unità nazionale e anzi, con chiarezza diciamo che noi non ci fidiamo per nulla dell'attuale giunta regionale, ancor meno del governo nazionale, i quali saranno chiamati a gestire il difficile “dopo-terremoto”. Ancor più difficile perchè la nostra regione, come l'intero paese, vive già gli effetti della drammatica crisi in corso e in particolare, la zona dell'aquilano, era interessata da una crisi occupazionale devastante. Ci sentiamo di chiedere a tutti i cittadini abruzzesi massima vigilanza a quanto avverrà nel prossimo futuro, per evitare di diventare una nuova Irpinia.
Nell'immediato, proponiamo l'adozione di misure immediate a sostegno della popolazione:
1. L'immediata requisizione delle tante case sfitte soprattutto sulla costa e la loro assegnazione alle popolazioni terremotate;
2. Il pagamento dell'intera retribuzione per quei lavoratori residenti nelle zone terremotate e che erano in regime di cassaintegrazione;
3. La corresponsione di un salario minimo garantito per i disoccupati di almeno 1000 euro;
4. Un piano di ricostruzione in tempi certi con lo stanziamento dei fondi necessari da parte del governo e che tali fondi siano gestiti non dai soliti sciacalli, ma da organismi territoriali trasparenti che vedano la partecipazione dei lavoratori e dei cittadini.
Per tutti i compagni che intendono concretamente dimostrare la loro solidarietà ai cittadini aquilani e abruzzesi, chiediamo di pazientare perchè nei prossimi giorni ci attiveremo per organizzare al meglio iniziative di solidarietà. Per il momento, vi ringraziamo per la vostra vicinanza e mettiamo a disposizione il sito per eventuali suggerimenti o aiuti di ogni tipo. Grazie.

http://www.pclabruzzo.it/

martedì 31 marzo 2009

Intervista a Marco Ferrando su Red TV

Per rivedere il video dell'intervista a Ferrando, andata in onda su Red TV martedì 31 marzo, cliccate sul linK sottostante:

martedì 17 marzo 2009

Continua la campagna di sottoscrizione delle liste elettorali del PCL

Ricodiamo a tutti i compagni, ai lavoratori e alle lavoratrici della zona che è possibile continuare a firmare le liste per le elezioni europee, provinciali e comunali di Empoli presso gli uffici URP dei comuni di:

Empoli dal lunedi al giovedi dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.00; il venerdì e il sabato solo la mattina dalle 8.30 alle 13.30.

Cerreto Guidi dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 13.00; il mercoledì anche dalle 15.30 alle 18.30

Invitiamo per tanto tutti coloro che volessero sostenerci in questa battaglia per la nostra presentazione indipendente a difesa delle ragioni e degli interessi dei lavoratori, a recarsi quanto prima nei suddetti luoghi a firmare o, in alternativa, a mettersi in contatto con la nostra e-mail pclempoli@yahoo.it.

mercoledì 11 marzo 2009

Il Partito Comunista dei Lavoratori si presenta con una candidatura indipendente alle elezioni comunali di Empoli e alle provinciali di Firenze.

Inizia oggi la campagna elettorale del PCL empolese per le prossime amministrative. Saranno presenti liste del Partito Comunista dei Lavoratori alle elezioni comunali di Empoli con la candidatura a sindaco del compagno Giacomo Cei ed alle provincia di Firenze con la candidatura a presidente del compagno Simone Faini. Inizieremo sin da subito a raccogliere le firme necessarie alla presentazione delle liste. Facciamo quindi appello a tutti i compagni, ai lavoratori e alle lavoratrici, ai giovani, ai disoccupati a sostenere il PCL in questa difficile battaglia elettorale. Depositeremo i moduli per firmare presso il comune di Empoli, quello di Cerreto Guidi, di Fucecchio, Vinci, e Limite e Capraia. Faremo inoltre, dei banchetti in tutti i quartieri e le zone della città, partendo da quello iniziale di sabato 14 marzo in piazza della vittoria dalle ore 16.00 alle 20.00 nel quale distribuiremo il nostro programma elettorale, e vi terremo costantemente informati sul luogo e l'orario dei successivi tramite il nostro sito internet www.pclempoli.blogspot.com. Abbiamo però bisogno di una mano, sia dal punto di vista economico, sia da quello della militanza, pertanto chiunque volesse aiutarci si può mettere in contatto con noi al seguente indirizzo di posta elettronica pclempoli@yahoo.it.

Il PCL si presenta all'elettorato empolese con un programma indipendente e di radicale rottura anticapitalista, per un governo dei lavoratori che riorganizzi da cima a fondo la società su basi socialiste. . I punti salienti del nostro programma sono:

Per il diritto alla casa e al lavoro

Il diritto alla casa ed al lavoro saranno le due priorità del nostro intervento. Ci batteremo per una politica volta a garantire a tutti questi due diritti fondamentali. Per la casa ci batteremo per la realizzazione di un piano di edilizia popolare pubblica, per la requisizione degli alloggi sfitti da destinare a chi ne ha più bisogno con affitti che non siano superiori al 10% del reddito familiare, per far emergere dal nero tutti gli appartamenti affittati a studenti e immigrati. L’altra priorità sarà il diritto al lavoro. Gli enti locali non dovranno ricorrere a lavoratori interinali, cooperative, contratti atipici, ma dovranno assumere tutti i propri dipendenti con contratti a tempo indeterminato. Va fatta una grande battaglia per la sicurezza sui luoghi di lavoro utilizzando anche la polizia municipale per fare controlli a tappeto in tutte le aziende (soprattutto nei cantieri edili) per garantire il rispetto delle normative sulla sicurezza.
Proporremo inoltre anche alcune campagne nazionali per:
un salario minimo inter-categoriale di 1300 euro mensili.
Per la difesa del contratto nazionale di lavoro e del diritto di sciopero in tutti i settori, anche in quello pubblico.
Per la nazionalizzazione senza indennizzo e sotto il controllo operaio delle banche e di tutte le aziende in crisi.
Per l’abolizione delle leggi di precarizzazione del lavoro, e l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari.

Per la diminuzione degli stipendi dei presidenti, dei sindaci, degli assessori e dei dirigenti

Il PCL si batterà per una drastica riduzione degli stipendi che attualmente percepiscono sindaci, presidenti di provincia, assessori e dirigenti pubblici. Gli stipendi di queste cariche amministrative devono essere pari al salario di un operaio specializzato. Per quanto riguarda manager esterni e consulenze private (un vero e proprio buco nero delle amministrazioni pubbliche) ci batteremo affinché vengano immediatamente sospese.

Per un nuovo assetto della città e per il rispetto dell’ambiente.

Punto centrale del nostro programma di riassetto del territorio è la riqualificazione dei quartieri periferici: Avane, Serravalle, Ponte a Elsa, Pozzale ecc. È inaccettabile che queste zone siano abbandonate a se stesse, e che tutti i servizi siano matematicamente ammassati verso il centro della città, facendo assomigliare sempre più i nostri quartieri popolari a banlieues sempre a rischio di degrado.
Proponiamo per ciò un nuovo piano regolatore della città che ridistribuisca le aree commerciali e i servizi di pubblica utilità ( poste, farmacie, uffici comunali, ambulatori, asili e scuole medie ed elementari) verso le periferie e i quartieri popolari. Per fare ciò è necessario ripensare anche tutta la mobilità urbana investendo su un trasporto pubblico non inquinante, gestito da un'unica azienda pubblica, la costruzione di una rete di piste ciclabili, la quale contribuisca assieme alla costruzione dei sottopassi della ferrovia nelle zone critiche periferiche ( Terrafino, Marcignana, Brusciana), allo stasamento delle vie strategiche nelle ore di punta.
Sul piano dell’ambiente, ci impegniamo infine a sostenere ed a estendere la raccolta differenziata sia per le abitazioni civili che, a maggior ragione, per le produzioni aziendali e ci dichiariamo sin da ora fermamente contrari alla costruzione di qualsiasi inceneritore sul nostro territorio.

Firma e fai firmare le liste del Partito Comunista dei Lavoratori la sinistra che non tradisce

giovedì 26 febbraio 2009

NAZIONALIZZARE LE BANCHE? SI, MA SENZA INDENNIZZI E SOTTO IL CONTROLLO POPOLARE

COMUNICATO STAMPA DI MARCO FERRANDO.
Il Pcl intende smascherare il bluff di Berlusconi attorno alle banche nel modo più semplice: aprendo una vera campagna nazionale per la nazionalizzazione delle banche e delle aziende in crisi, con una raccolta capillare di adesioni in tutta Italia tra le rappresentanze del lavoro. Nei primi giorni di marzo terremo la conferenza stampa nazionale di presentazione dell'iniziativa, già avviata, con la prima rosa di adesioni. A quelle sinistre che sotto il governo Prodi hanno votato un regalo di 10 miliardi di euro ai banchieri, chiediamo di non farsi scavalcare a "sinistra" da… Berlusconi: e di impegnarsi con noi in una battaglia comune per nazionalizzazioni vere, senza indennizzo per i grandi azionisti e sotto controllo operaio e popolare; una soluzione esattamente opposta a quella nazionalizzazione dei debiti bancari, a carico dei contribuenti, che anche Berlusconi in realtà persegue in compagnia dei governi di tutto il mondo.