lunedì 8 dicembre 2008

Sciopero del 12 Dicembre: E' L'ORA DELLA LOTTA GENERALE E DELL' UNITA' TRA OPERAI E STUDENTI


In tutto il mondo la crisi del capitalismo si abbatte sui lavoratori e sui giovani. Industriali e banchieri che per vent'anni hanno spremuto i lavoratori a vantaggio dei propri profitti, ora chiedono loro di tirare ancora la cinghia per salvare il proprio sistema di rapina.
In Italia il governo Berlusconi, che aveva avuto la faccia tosta di presentarsi come "Robin Hood", sta offrendo alle banche e alle grandi imprese – già beneficiate dal governo Prodi-D'Alema-Di Pietro-Ferrero – nuove decine di miliardi a carico dei contribuenti. A pagare il conto sono chiamati i salari da fame, i posti di lavoro, il precariato dilagante, la scuola pubblica fatiscente, una sanità sempre più a pezzi. Altro che le miserabili elemosine natalizie offerte "ai più poveri"!
Ora basta!
La mobilitazione continuativa degli studenti, ha indicato la via della ribellione sociale mettendo per la prima volta Berlusconi in difficoltà. È una lezione per tutto il mondo del lavoro. Dimostra che non bastano proteste verbali e iniziative rituali, ma che solo una prova di forza continuativa, a oltranza, può piegare le resistenze della controparte.
Tutto il mondo del lavoro può e deve entrare ora nel varco aperto dagli studenti. "Noi non paghiamo la vostra crisi" dicono gli studenti. "Noi non paghiamo la vostra crisi", possono dire gli operai, avanzando una propria piattaforma di lotta, come base di uno sciopero generale prolungato. "Paghi chi non ha mai pagato": i grandi profitti di banche e imprese, le spese militari, i privilegi clericali, i privilegi istituzionali "di casta", le regalie scandalose a scuola privata e sanità privata. E le risorse così risparmiate vadano finalmente al mondo del lavoro!
Salari, stipendi e pensioni devono aumentare di almeno 300 euro netti mensili.
Bisogna istituire un salario minimo intercategoriale di almeno 1300 euro netti; una quota analoga di salario totalmente detassato; e una indennità di disoccupazione di almeno 1000 euro netti fino all’assunzione.
I mutui usurai che opprimono milioni di famiglie devono essere abbattuti.
I fondi pensione truffaldini devono tornare ai lavoratori e alla previdenza pubblica.
I licenziamenti vanno bloccati. Il diritto alla cassa integrazione, con una copertura dell'80 per cento del salario pieno va esteso a tutti i lavoratori.
Le leggi di precarizzazione del lavoro devono essere abolite, con l'assunzione di tutti i lavoratori oggi precari.
I lavoratori immigrati "irregolari" devono avere finalmente il permesso di soggiorno.
Il lavoro che c'è va distribuito fra tutti, con una riduzione progressiva dell'orario di lavoro, a parità di paga, sino al riassorbimento della disoccupazione.
Vanno aboliti i tagli sociali di Berlusconi e quelli ereditati dal precedente governo: e investite grandi risorse pubbliche, sotto controllo sociale, nella scuola e nell'università pubblica, nella sanità pubblica, nei trasporti, nel risanamento dell'ambiente, in tutte le voci sociali che per quindici anni centro-sinistra e centro-destra hanno colpito a vantaggio di banche e confindustria.

Certo, è un programma di lotta "radicale": quanto quello di banchieri e industriali contro i lavoratori e i giovani.
È ora di ribaltare le leggi ipocrite della proprietà privata! Migliaia di industriali licenziano i propri dipendenti nel nome della crisi. Perchè i dipendenti non possono licenziare gli industriali? Si nazionalizzino, senza indennizzo e sotto controllo operaio, tutte le aziende in crisi e che licenziano: a difesa del posto di lavoro, e con risparmio oltretutto di risorse pubbliche, oggi regalate a speculatori senza scrupoli. Le banche espropriano ricchezze e risparmi di milioni di persone, con ricatti di ogni tipo. Perchè non si possono espropriare le banche, unificarle in un unico istituto di credito pubblico, sotto controllo sociale, unicamente dedito all'aiuto della società, invece che alla rapina contro la società?
Cambiare si può. Ma può farlo solo la forza collettiva dei lavoratori. Solo mettendo in discussione le leggi del capitalismo. Solo collegando le lotte immediate di ogni giorno alla prospettiva di un governo dei lavoratori e delle lavoratrici, che riorganizzi la società da cima a fondo, in base alle esigenze dei molti, e non al profitto dei pochi.
Il PCL è l'unico partito rivoluzionario della sinistra italiana. L'unico partito che vuole unire i lavoratori, in piena autonomia da centro-destra e centro-sinistra. Non a caso è l'unico partito, a sinistra, che non ha mai dato fiducia a Prodi e che oggi è impegnato per la cacciata di Berlusconi, in tutte le lotte dei lavoratori e degli studenti.
Costruiamo insieme il PCL, "la sinistra che non tradisce", la sinistra anticapitalista.

mercoledì 3 dicembre 2008

Sky, Mediaset, Rai: spegniamo la Tv !


Non ci sorprende affatto che Berlusconi, presidente del consiglio, proprietario di tre reti televisive analogiche, altrettante a pagamento, e con le mani su altre tre pubbliche, non perdesse un attimo di tempo nel recepire l’ammonimento europeo sulla diseguaglianza dell’iva per Sky rispetto a Mediaset, e al fine di fare cassa e di indebolire il principale concorrente, eseguisse immediatamente il riallineamento di questa al 20%. Non ci stupisce nemmeno che Pd e Idv siano insorti con tanto populismo contro questo provvedimento, il quale rischia, a loro dire, "di costare ben 4 euro di aumento mensile sugli abbonamenti dei tifosi di calcio". Ciò che ci stupisce realmente, di fronte a tale senso di adempimento delle regole comunitarie da parte del governo, è il fatto che a distanza di anni, questo stesso governo non intervenga con tanta solerzia nel ratificare il provvedimento europeo che intima all’Italia di spostare sul satellite Rete 4, tv del premier, che da dieci anni occupa illegalmente le frequenze assegnate ad una Tv concorrente (Europa Sette). Nemmeno Il Pd ipocrita, e l’IDV opportunista, quando furono al governo negli anni scorsi, assieme al centro sinistra, diedero esecuzione al provvedimento. La verità è che Rete 4 sarà spostata sul satellite solo quando il governo sarà sicuro di garantire a Mediaset una posizione di monopolio anche sul digitale. Tutte le varie riforme del sistema televisivo propinate in questi anni, si veda ad esempio la legge Gasparri, mirano a questo obiettivo: La cancellazione del servizio pubblico televisivo, tramite lo smembramento ed il fallimento della RAI che sarà così privatizzata. Mai come in questi anni, il sistema televisivo si manifesta per quello che è realmente: un efficace mezzo di controllo politico e sociale, una formidabile macchina di consenso elettorale tramite i tg, e di prostituzione commerciale attraverso gli spot. Noi del Pcl ci battiamo, altresì, per un sistema televisivo pubblico, sotto il controllo non dei partiti ma dei cittadini, che utilizzi la tv per fini educativi, di divulgazione scientifica e culturale, come mezzo ricreativo e di espressione sociale, non sottoposto agli sponsor e alle lobby partitiche. In attesa di questo, spegniamo la tv ed accendiamo i cervelli!

domenica 23 novembre 2008

GRANDE SUCCESSO DELL'INIZIATIVA CON MARCO FERRANDO

Almeno un centinaio tra compagni, militanti, lavoratori e cittadini hanno preso parte alla pubblica assemblea sulla questione del lavoro da noi promossa ed organizzata venerdì scorso. Nella sala gremita del circolo Arci di Spicchio sono intervenuti Rossano Rossi (segr. CGIL Toscana) e Marco Ferrando (Portavoce nazionale PCL) i quali hanno spiegato, attraverso i loro interventi, la gravità dell’attacco portato dal governo ai lavoratori, ai pensionati e ai precari, soffermandosi più volte sulle cause strutturali che hanno prodotto la crisi economica attuale e su i provvedimenti salva banchieri adottati dal governo. Si è ribadito inoltre l’inaccettabilità della messa in discussione del contratto nazionale di lavoro, l’urgenza di reintrodurre dei meccanismi di difesa dei salari e dei redditi dal caro vita, ma soprattutto si è finalmente riconosciuta l’urgenza di un nuovo protagonismo dei lavoratori sulla scena politica italiana, specialmente nella costruzione dell’unica opposizione credibile ed efficace al governo Berlusconi. La proposta del Partito Comunista dei Lavoratori di indire il prima possibile una vertenza generale dei lavoratori, da promuoversi in un’assemblea nazionale di rappresentanti eletti dai lavoratori stessi all’interno delle fabbriche, ha trovato subito consenso, e numerosi sono stati anche gli interventi dal pubblico, sia da parte di lavoratori che di pensionati. Molto positiva è stata anche l’eterogeneità della platea degli intervenuti: sedevano insieme, infatti, operai delle aziende della zona, giovani precari, studenti universitari, compagni e compagne di varia provenienza politica e sindacale. Sicuramente questo è stato l’elemento più positivo della serata, ovvero il clima di dibattito e di confronto costruttivo tra le varie componenti, tutte consapevoli che il momento che attraversiamo è uno dei più difficili, che la strada per il rilancio della sinistra passa dalla resistenza ad ogni governo della borghesia nella prospettiva di un nuovo ordine economico mondiale, per la costruzione di una società nuova, non più schiava del profitto e dell’ingiustizia. Consapevoli tutti che solo i lavoratori, attraverso la loro unità e la loro forza, potranno essere il motore primario di una nuova stagione di lotta e di conquiste per la società intera. Paghi chi non ha mai pagato, governino i lavoratori!

martedì 11 novembre 2008

Venerdì 21 Novembre Marco Ferrando sarà ad Empoli

Si terrà Venerdì 21 Novembre, dalle ore 21.00 in poi presso il circolo ARCI di Spicchio, una pubblica assemblea aperta a tutta la cittadinanza per discutere ed affrontare le problematiche del mondo del lavoro e le nuove politiche antioperaie promosse dal governo Berlusconi attraverso la riforma Sacconi. Alla luce della attuale crisi del capitalismo globale si riacutizza infatti, in Italia ed anche sul nostro territorio, la questione salariale e pensionistica che mette di fatto sul lastrico migliaia di lavoratori e pensionati. L’avanzata galoppante del carovita ha prodotto in questi anni una moltitudine di nuovi poveri soprattutto tra i ceti operai e dei piccoli commercianti, l’emergenza abitativa ed il caro affitti hanno messo infine in ginocchio migliaia di famiglie. Di fronte a tutto questo e alla crisi dei settori di produzione, il governo Berlusconi si impegna costantemente a salvare solo i banchieri e i grandi industriali suoi amici ad alleati, il tutto a scapito dei redditi e degli interessi popolari. Come se non bastasse il Ministro Sacconi in complice accordo con la confindusrtia e con i sindacati di destra ha già messo appunto e presentato al parlamento una riforma distruttiva del mondo del lavoro, atta allo sfruttamento selvaggio dei lavoratori salariati e alla cancellazione di tutti i diritti da loro acquisiti con decenni di lotte.
La cancellazione del contratto nazionale di lavoro, sostituito da un accordo autonomo tra singola impresa e rappresentanza sindacale, porterà alla revisione al ribasso di tutti gli stipendi. La riforma della legge sul diritto di sciopero servirà a tappare la bocca ai lavoratori.
L’estensione della legge Biagi, ovvero del lavoro interinale, anche per esigenze di organico regolare nelle imprese, unitamente al ripristino del lavoro a chiamata, cancellerà la sicurezza economica e la stabilità dei lavoratori.
Il depotenziamento degli organi preposti alle ispezioni sui luoghi di lavoro e dei poteri dei giudici su queste questioni, agevolerà il lavoro nero ed irregolare, sottraendo tasse allo stato e contributi prevvidenziali ai dipendenti, e contribuirà all’aumento degli incidenti e delle morti sul lavoro.

Questi sono solo alcuni dei temi che saranno discussi all’interno dell’assemblea alla quale interverranno Marco Ferrando ( portavoce nazionale PCL), Rossano Rossi ( segr. CGIL toscana) e vari rappresentanti RSU delle aziende dell’empolese.

venerdì 24 ottobre 2008

IL MOVIMENTO STUDENTESCO NON CEDA ALLE MINACCE DEL GOVERNO

Il movimento non deve cedere alle minacce del governo. Occorre generalizzare le occupazioni, difendendo scuole e università dall'intervento della polizia. La conferenza stampa di Berlusconi e Gelmini riflette la paura del governo di fronte alla crescita impetuosa del movimento studentesco. Berlusconi minaccia l'uso della forza perché è consapevole della propria crisi di consenso sul fronte scuola. Tanto più ora studenti e insegnanti non si facciano intimidire da Berlusconi. La vera "violenza" è quella dei tagli all'istruzione pubblica, non l'occupazione di scuole e università a difesa dell'istruzione. Il Partito comunista dei lavoratori dà pieno sostegno all'estensione e sviluppo della mobilitazione. Chiede alla Cgil, a tutte le forze del sindacalismo di base, a tutte le sinistre, un'immediata azione di fronte unico a difesa del movimento contro le minacce repressive del governo. Rivendica il diritto all'autodifesa di massa delle scuole e università occupate. Si impegna a favorire l'estensione delle occupazioni, la formazione di un coordinamento nazionale di delegati eletti dalle assemblee, il proseguo a oltranza della mobilitazione sino al ritiro del decreto Gelmini.